Madonna di Campiglio in Val Rendena
Il territorio ai piedi delle Dolomiti di Brenta
La Val Rendena è una vallata racchiusa fra l'Adamello a ovest e il Gruppo del Brenta ad est. La vallata è suddivisa territorialmente tra 7 Comuni della di cui il comune di Strembo è sicuramente quello che detiene il maggior territorio.
Il territorio è limitato a nord dal Passo Campo Carlo Magno e a sud dall'abitato di Tione, dove si estendono le Valli Giudicarie (in cui viene spesso la Val rendena viene compresa). La Vallata è percorsa dal fiume Sarca, dove nel ramo principale proveniente dalla laterale Val Genova, confluisce il Sarca di Campiglio proveniente dalla valle principale.
Il fondovalle ed i pendii della Val Genova, sino a una quota di circa 2.000 metri, sono cosparsi di foreste di abeti. L'ambiguo nome della valle, non ha ancora un vero significato, tuttavia alcuni documenti del 1.200 circa, nominano la valle con il termine Zenua, ovvero un territorio ricco d'acqua
Uno dei più suggestivi scenari alpini che si possono ammirare nel Parco naturale Adamello - Brenta è rappresentato dal grande anfiteatro dolomitico che racchiude la Val Brenta e che improvvisamente ci appare, salendo da Sant'Antonio di Mavignola verso Madonna di Campiglio: le cime dei Fracingli del Crozzòn di Brenta, della Tosa e di Cima Margherita, al Cima Brenta Bassa, l'intaglio della Bocca di Brenta, la Cima Brenta Alta, il Campanil Basso ed il Campanil Alto, gli Sfulmini, la Cima Armi, la Torre di Brenta, Cima Molveno e Cima Mandròn, si elevano sopra i ghiaioni, i dirupi ed il fitto bosco che ricopre la parte inferiore e mediana della valle,
La Val Brenta , un tempo l'accesso principale al cuore del gruppo dolomitico, è separato dalla Vallesinella dalla Costa del Gras d'Oven e dalla Val d'Agola dai Fracingli. Un evidente gradino (detto la "Scala di Brenta") di origine glaciale divide la valle in bassa e alta Val Brenta.
Nell'alta valle, alla base delel pareti rocciose si trovano cinque piccoli ghiacciai: alla testata, la Vedretta della Bocca di Brenta, quindi la Vedretta del Brentei e quella degli Sfulmeni, oggi divisa in due parti; su versante orografico sinistro, la spettacolare Vedretta del Crozzòn Canalone Neri che scende dalla Cima Tosa lungo il canalone nord tra la Tosa e il Crozzòn di Brenta; per ultima la Vedretta dei Camosci, un tempo unita attraverso la Bocca dei Camosci alla Vedretta d'Agola in Val Nardis.
Dalla Vedretta dei Camosci ha origine il Sarca di Brenta che percorre l'omonima valle gettandosi, alla confluenza con la Valle di Campiglio, nel Sarca di Campiglio.
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